Per allontanarsi stava cercando di raggiungere un vicino balcone ma è precipitato nel vuoto dal quarto piano. Un rumeno di 16 anni, ospite del centro di accoglienza, perde l’equilibrio e si schianta su corso Cavour

Ragazzino tenta la fuga dalla finestra e muore

MACERATA – Un tentativo di fuga, chissà per dove e verso che cosa, si è concluso nella maniera più tragica. Un giovanissimo rumeno di 16 anni, N.N. le sue iniziali, è morto precipitando dalla finestra dell’appartamento al quarto piano che si affaccia in corso Cavour 96 dove dallo scorso 20 ottobre era ospitato dalla comunità Acsim.
Era stato il sindaco di Civitanova, Erminio Marinelli, ad affidare il ragazzo all’associazione dopo che lo stesso era stato trovato dagli agenti del Commissariato adriatico nell’ambito di un’operazione che aveva portato a controlli a tappeto nella comunità rumena civitanovese. Essendo stato l’unico minore rintracciato, infatti, era stato affidato ai Servizi sociali del Comune di Civitanova. Il dramma si è sviluppato nel corso della notte tra lunedì e martedì in una delle vie più centrali della città. N.N. viveva all’interno dell’appartamento che si trova in un condominio assieme ad altri sette coetanei: seppur avesse dimostrato una certa irrequietezza nei pochi giorni in cui aveva abitato nell’appartamento, non aveva dato segni tali da poter far pensare ad un tentativo di fuga dalla comunità. L’altra notte, pur in presenza di almeno tre sorveglianti dell’Acsim, il 16enne ha atteso le 1.15 della notte prima di sgattaiolare fuori dalla sua camera, aprire la finestra della casa che dà su corso Cavour e da qui tentare di raggiungere un balcone attiguo. Il suo piano era quello che, una volta riuscito ad arrivare sul balcone vicino, scendendo attraverso i balconi sottostanti sarebbe stato facile raggiungere il marciapiede e da qui dileguarsi. Invece il fato era in agguato. Nel tentativo di saltare nel terrazzo vicino alla finestra della sua stanza il ragazzo ha perso l’equilibrio, precipitando dal quarto piano direttamente sul selciato. Il primo ad accorgersi della presenza di un corpo immobile sul marciapiede è stato un passante che ha subito avvertito la polizia ed i soccorsi. Prima ad arrivare è stata la Volante della Questura seguita nel giro di pochissimi minuti dal 118: la situazione è parsa subito gravissima, quasi disperata. Il personale sanitario ha tentato di rianimare il giovanissimo che, però, pochi istanti dopo, verso l’1.40 decedeva. All’interno dell’appartamento nessuno si era accorto di nulla: nè i tre sorveglianti e neppure gli altri 7 minori. Sul posto anche la Polizia Scientifica e il Procuratore del Tribunale dei Minori, Ugo Pastore per le immediate indagini che sono poi proseguite nella mattinata in Questura quando sono stati ascoltati tutti gli assistenti dell’Acsim ed i minori. Al momento non vengono formulate dagli inquirenti ipotesi di reato mentre la Procura ha aperto un’inchiesta sulla vicenda affidata al sostituto Irene Lilliu. La ricognizione cadaverica ha confermato che la morte del giovane rumeno è avvenuta per lo sfondamento del cranio provocato dall’impatto col marciapiede: conseguentemente non è stata disposta alcuna autopsia.

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