Il presidente e lo Staff dell’ACSIM si uniscono al cordoglio ed esprimono sentite condoglianze alla famiglia di Mauro Valeri, venuto recentemente a mancare.
Siamo grati a Mauro per il costante lavoro che, durante tutta la sua vita, lo ha portato a combattere incessantemente le discriminazioni razziali non solo come funzionario di UNAR ma anche e sopratutto come cittadino.

Imposta di Bollo:rilascio/rinnovo permesso di soggiorno per richiesta asilo

Il Ministero dell’Interno ha recentemente diramato una Circolare che conferma l’obbligo di apporre la marca da bollo di euro 16,00 per tutte le istanze dirette all’Amministrazione, ivi comprese le istanze di rilascio del permesso di soggiorno per attesa asilo e quelle per il riconoscimento della protezione internazionale, la cui ricevuta costituisce permesso di soggiorno provvisorio.

Novità Legislative:Decreto Paesi Sicuri (DECRETO 4 ottobre 2019 )

È entrato in vigore il Decreto ministeriale 4 ottobre 2019 con il quale il Ministero degli Affari Esteri ha provveduto all’individuazione dei Paesi di origine sicuri, ai sensi dell’articolo 2-bis del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25. Si tratta di: Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Senegal, Serbia, Tunisia e Ucraina. L’elenco potrà subire ulteriori modifiche. L’inserimento avviene quando si può escludere che in quel determinato Stato sussistano atti di persecuzione, tortura o altre forme di pena o trattamento inumano o degradante, o che sia presente pericolo a causa di violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale. Di conseguenza il richiedente asilo che provenga da un paese considerato sicuro dovrà dimostrare la sussistenza di gravi motivi per superare tale presunzione e vedersi riconosciuta la protezione internazionale.

Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il Tribunale di Ancona accoglie il ricorso cautelare, ordina l’iscrizione e solleva questione di legittimità costituzionale

Comunicato Stampa                                                            Ancona 30 luglio 2019

Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il Tribunale di Ancona accoglie il ricorso cautelare, ordina l’iscrizione e solleva questione di legittimità  costituzionale
Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di richiedenti asilo a cui era stata negata da la possibilità di iscrizione anagrafica nel Comune di Ancona, l’Ambasciata dei Diritti ha ritenuto necessario promuovere e sostenere un caso-pilota che consentisse di ottenere sulla questione un pronunciamento da parte dell’Autorità Giudiziaria. 
Il caso è  stato seguito dall’avv.Paolo Cognini dell’Asgi (Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione), che ha promosso dinnanzi al Tribunale di Ancona un ricorso cautelare volto a conseguire l’immediata iscrizione anagrafica dell’interessato.
A conclusione del procedimento il Giudice, con ordinanza resa il 29/07/2019, ha disposto l’iscrizione anagrafica del richiedente asilo ed ha contestualmente sollevato questione di legittimità costituzionale delle norme del D.l. 113/2018 finalizzate ad impedire l’iscrizione anagrafica dei richiedenti protezione: il Giudice ha, infatti, ritenuto che tali norme violino precetti e diritti fondamentali sanciti dalla nostra Carta Costituzionale. 
A quanto ci risulta è la prima volta che su tale normativa viene sollevata la questione di legittimità costituzionale. 
Riteniamo di estrema importanza il risultato raggiunto sia perché consente da subito l’iscrizione anagrafica del richiedente, con la conseguente possibilità di accedere a tutti i diritti ad essa connessi, sia perché la richiesta di pronunciamento della Corte Costituzionale può fare chiarezza definitiva, con effetti vincolanti, sull’incostituzionalità delle disposizioni in materia di iscrizione anagrafica contenute nel primo decreto legge Salvini e sulla loro natura discriminatoria.

ACSIM in Lutto

ACSIM, il suo staff e la comunità tutta partecipano al lutto per la prematura scomparsa del fratello Okra Kumah Francis.
Vicini nel dolore, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, ai parenti, agli amici.

Riapertura Corsi di Italiano

Nel periodo di Settembre ACSIM riaprirà i percorsi di apprendimento della lingua italiana, utili a conseguire le certificazioni linguistiche A2 e B1.

La certificazione di conoscenza della lingua italiana livello A2 è necessaria per ottenere il Permesso di Soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
La certificazione di livello B1 è invece necessaria per ottenere la cittadinanza italiana.

E’ possibile iscriversi ai corsi compilando il modulo di iscrizione nella nostra sede di Via Roma 102.
I giorni e gli orari delle lezioni verranno stabiliti tenendo conto delle necessità degli iscritti.

Per ulteriori informazioni è possibile contattarci ai seguenti recapiti: numero telefonico: 0733264913
email:info@acsim.org

Ordinanze prefettizie sulle “Zone Rosse”

Recentemente sono state emanate due ordinanze di contenuto analogo che hanno attirato l’attenzione della cronaca.

La prima è stata emessa dal Prefetto di Bologna, il 23 maggio 2018, vietando per sei mesi lo “stazionamento” in alcune zone della città stabilite ai soggetti “che ne impediscano l’accessibilità e la fruizione con comportamenti incompatibili con la vocazione e la destinazione di tali aree” considerando “responsabile di tali comportamenti chiunque sia stato denunciato dalle forze di polizia per il compimento di attività illegali nell’area in questione in materia di stupefacenti ai sensi degli artt. 73, 74 DPR 309/’90”. Inoltre è considerato parimenti responsabile chiunque sia identificato in compagnia di uno dei soggetti destinatari delle denunce.

La seconda ordinanza è stata emessa dal Prefetto di Firenze, il 9 aprile 2019, vietando anche qui lo stazionamento in talune aree cittadine per un periodo di tre mesi.

L’obbiettivo di entrambe le ordinanze è quello di allontanare i predetti soggetti, e, in caso di violazione delle medesime, è quello di minacciare l’applicazione di sanzioni di tipo penale.
Sfugge però la logica: può essere allontanato il denunciato per percosse, ma non per violenza sessuale, stalking, tentato omicidio od omicidio volontario; può essere allontanata la denunciata per spaccio o associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ma non la denunciata per associazione di tipo mafioso.

Le due ordinanze si basano sull’art. 2 del TULPS dell’anno 1931: “il prefetto in caso di urgenza o per grave necessità pubblica, ha facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica.” In questo modo i poteri dei sindaci, previsti dagli artt. 50 e 54 TUEL, vengono scavalcati e per altri versi anche quello del Questore di disporre il divieto di accesso a determinati luoghi. La figura del prefetto viene sfruttata affinché i provvedimenti vengano presi in maniera più rapida, piuttosto che farli prendere da altri in un futuro. Si assiste al prevalere di organismi monocratici a discapito di quelli democratici.

Per ulteriori approfondimenti potete fare riferimento all’articolo originale dell’ASGI ( Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) di seguito:

Assistenza Sanitaria agli stranieri non appartenenti alla UE

La legge 1 Dicembre 2018 ha introdotto sostanziali modifiche in merito al sistema di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale; tra le modifiche, si segnala che il permesso di soggiorno conseguente alla richiesta di protezione internazionale costituisce documento di riconoscimento ma non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica.
Tale modifica tuttavia non riguarda il diritto all’iscrizione al SSR(Servizio Sanitario Regionale) dei richiedenti protezione internazionale.

Infatti ai fini dell’iscrizione, in assenza di residenza, si fa riferimento alla dichiarazione di effettiva dimora che è il domicilio dichiarati dalla persona al momento della formalizzazione della domanda di protezione internazionale.

Pertanto, i richiedenti protezione internazionale, compresi coloro che hanno fatto ricorso contro il diniego del riconoscimento dello stato di rifugiato, pur in assenza di residenza anagrafica, ma in possesso di codice fiscale numerico o alfa numerico e di documentazione che attesti lo stato di richiedente (cedolino, modulo C3, attestato nominativo, permesso di soggiorno o eventuale ricorso cartaceo) devono essere iscritti al SSR, per tutta la durata del permesso di soggiorno, rinnovabile e senza interruzione dell’assistenza, fino alla definizione della loro pratica (l’iscrizione non decade in fase di rinnovo del permesso di soggiorno)

Come sopra premesso, la L. 132/18 ha introdotto nuove tipologie di permesso di soggiorno, di seguito specificate, per le quali è espressamente garantita l’iscrizione obbligatoria al SSR e parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti e doveri rispetto ai cittadini italiani:
– Per cure mediche;
– Per casi speciali;
– Per protezione speciale.

Per ulteriori informazioni, potete consultare la seguente circolare: