Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il Tribunale di Ancona accoglie il ricorso cautelare, ordina l’iscrizione e solleva questione di legittimità costituzionale

Comunicato Stampa                                                            Ancona 30 luglio 2019

Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il Tribunale di Ancona accoglie il ricorso cautelare, ordina l’iscrizione e solleva questione di legittimità  costituzionale
Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di richiedenti asilo a cui era stata negata da la possibilità di iscrizione anagrafica nel Comune di Ancona, l’Ambasciata dei Diritti ha ritenuto necessario promuovere e sostenere un caso-pilota che consentisse di ottenere sulla questione un pronunciamento da parte dell’Autorità Giudiziaria. 
Il caso è  stato seguito dall’avv.Paolo Cognini dell’Asgi (Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione), che ha promosso dinnanzi al Tribunale di Ancona un ricorso cautelare volto a conseguire l’immediata iscrizione anagrafica dell’interessato.
A conclusione del procedimento il Giudice, con ordinanza resa il 29/07/2019, ha disposto l’iscrizione anagrafica del richiedente asilo ed ha contestualmente sollevato questione di legittimità costituzionale delle norme del D.l. 113/2018 finalizzate ad impedire l’iscrizione anagrafica dei richiedenti protezione: il Giudice ha, infatti, ritenuto che tali norme violino precetti e diritti fondamentali sanciti dalla nostra Carta Costituzionale. 
A quanto ci risulta è la prima volta che su tale normativa viene sollevata la questione di legittimità costituzionale. 
Riteniamo di estrema importanza il risultato raggiunto sia perché consente da subito l’iscrizione anagrafica del richiedente, con la conseguente possibilità di accedere a tutti i diritti ad essa connessi, sia perché la richiesta di pronunciamento della Corte Costituzionale può fare chiarezza definitiva, con effetti vincolanti, sull’incostituzionalità delle disposizioni in materia di iscrizione anagrafica contenute nel primo decreto legge Salvini e sulla loro natura discriminatoria.

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